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Parco Monti Picentini: temi di interesse 2007-13

Nusco - Anche in assenza di un’ adeguata struttura tecnico-amministrativa, operando con la collaborazione di alcune unità, messe a disposizione per sole poche ore settimanali da alcuni enti territoriali, il Parco dei Monti Picentini, guidato da Presidente Sabino Aquino è riuscito nel corso dell’anno 2008 a raggiungere notevoli risultati.
Questi i più importanti:
Completati quasi tutti i progetti finanziati nell’ambito dei fondi P.O.R. 2000-2006, per un importo complessivo di oltre 50 milioni di euro. Si tratta di 76 opere infrastrutturali realizzate nei trenta Comuni del Parco.
Per quanto riguarda la difesa territoriale, finalizzata a garantire lo sviluppo sostenibile, l’Ente ha impedito, senza avere garanzie, la realizzazione di grandi infrastrutture che erano state previste all’interno dell’area protetta: La galleria Pavoncelli Bis, destinata al trasporto delle acque Irpine in Puglia, il Metanodotto per l’alimentazione della Centrale Termoelettrica di Pontecagnano e l’Elettrodotto da 380 KW Montecorvino-Benevento. Ha elaborato e presentato per il finanziamento il progetto per gli interventi di “Bonifica ambientale integrata del bacino endoreico del Dragone”, che come è noto rappresenta il cardine di alimentazione di tutte le acque accolte nel Monte Terminio. (Oltre 5.000 l/sec che approvvigionano oltre tre milioni di persone).
Ha finanziato e fatto elaborare, dalle Autorità di Bacino, competenti per territorio, studi scientifici finalizzati alla determinazione del Deflusso Minimo Vitale dei fiumi Calore, Sele, Sabato e dei Torrenti Solofrana e Picentino, in funzione di un preventivo Bilancio Idrico complessivo tra il fabbisogno, i prelievi possibili e la risorsa idrica disponibile.
Sempre per la protezione delle risorse idriche il Parco ha sottoscritto un Protocollo d’intesa tra la Provincia di Avellino ed il Parco Regionale del Partenio denominato “Le vie dell’Acqua”. Si tratta di una progettazione preliminare che prevede il rifacimento di tutte le reti idriche comunali che per essere vetuste ed obsolete disperdono, come è noto, anche il 50% dell’acqua trasportata. Inoltre il progetto prevede la realizzazione di una serie di impianti di depurazione a servizio di vasti comprensori.
Ha assegnato nove premi di laurea, ciascuno di un importo pari a duemila Euro. Il concorso ha inteso premiare laureati con argomenti di tesi riferiti all’ ambiente ed il territorio.
Ha pubblicato la nuova Carta dei Sentieri dei Monti Picentini elaborata in collaborazione del Club Alpino Italiano in scala 1:25.000.
Ha inaugurato l’osservatorio della Biodiversità di Nusco.
Per la ricerca scientifica sulla biodiversità ha sottoscritto due distinti Patti di Gemellaggio. Uno con il Parco di Lycksele, in Svezia e l’altro con La Riserva Naturale “Ongava Game” nel nord della Namibia (Africa meridionale).
Per promuovere l’inserimento del Parco nei circuiti turistici internazionali ha partecipato come espositore all’edizione del Travel Trade Italia alla Fiera di Rimini. Nell’ambito di tale edizione la giuria ha assegnato al Parco una Menzione speciale per il programma sulla comunicazione.
Infine l’ente dal secondo semestre del 2008 ha cominciato da elaborare il Piano Pluriennale Socio-Economico e di Pianificazione Territoriale. “Tale fondamentale strumento di programmazione - afferma il Presidente Aquino - è finalizzato a perpetuare le risorse naturali, le attività tradizionali, le culture e le peculiari identità di un territorio attraverso un sistema di fruizioni che ne permetta, anche e soprattutto, la valorizzazione. Il Piano del Parco è dunque un processo in cui ogni attività di pianificazione, conservazione e sviluppo socio-economico deve essere anzitutto attentamente studiata e basata su conoscenze reali ed approfondite del patrimonio naturale, culturale e sociale, del territorio. La definizione di tale strumento - conclude - si rende necessaria oltre che per motivi di funzionalità dell’Ente anche per l’accesso alle notevoli risorse finanziarie che la Comunità Europea metterà a disposizione del Parchi e delle Riserve Naturali nella nuova programmazione prevista per il periodo 2007-2013”.
Angelo Ceres

Notizie dal parco


COMITATO PARCHI, ULTIMI AGGIORNAMENTI SULLE RICERCHE DELL'ORSO,DEL LUPO E DELLA LINCE SULL'APPENNINO.

ANTICIPIAMO ALCUNI RISULTATI DELLE RICERCHE 


Premessa

Presto verranno diffusi, e successivamente pubblicati i risultati delle ricerche svolte negli ultimi sei anni ( 2002 - 2007 ) su Orso, Lupo e Lince da parte dei Gruppi misti di Volontari e Professionisti, che fanno capo al Centro Studi Ecologici Appenninici del Comitato Parchi. Questi Gruppi, a composizione interdisciplinare ed internazionale, utilizzano le più diverse e innovative metodologie: raccogliendo, confrontando e incrociando i dati, fino a raggiungere una ragionevole attendibilità.

Possiamo fin da ora anticipare alcuni dei risultati più significativi.


Gruppo Orso

In base ai rilievi compiuti e agli elementi da più parti pervenuti, la popolazione di Orso bruno marsicano tuttora esistente nell'Appennino Centrale consisterebbe di oltre 80 individui, per la maggior parte gravitanti intorno allo storico Parco Nazionale d'Abruzzo, e presenti quindi essenzialmente in Abruzzo, Lazio e Molise; ma con sporadiche segnalazioni anche da Marche, Campania e Basilicata.

Va tuttavia sottolineato che nello stesso periodo sono stati perduti circa 30 individui ad opera soprattutto dell'uomo, con modalità diverse che verranno illustrate a parte. Non sembra avere fondamento, e comunque non è stata in alcun modo dimostrata, l'ipotesi dell'uccisione di giovani da parte di maschi adulti (aggressione intraspecifica).


Gruppo Lupo

La stima della popolazione di Lupo appenninico, alquanto più complessa, richiederà ancora qualche tempo. Importanti osservazioni riguardano nel frattempo il comportamento e le abitudini alimentari dei vari branchi, legati a diversi territori: dove in presenza di numerosi ungulati i danni dei lupi al bestiame domestico ben sorvegliato si riducono a percentuali limitate. Inoltre i predatori esercitano robusta azione di contenimento anche sui cinghiali (soprattutto subadulti), ben più dannosi e invadenti, a seguito degli sconsiderati ripopolamenti effettuati a scopo venatorio.

Il Gruppo richiama l'importanza di non abbandonare e smobilitare (come purtroppo finora avvenuto) il Centro Lupo di Civitella Alfedena, sottolineando che sarebbe un grave errore non rilanciare quello che negli anni Settanta fu l'epicentro dell'Operazione San Francesco, grazie alla quale questo magnifico animale venne sottratto all'estinzione con interventi ecosociologici integrati, ancor oggi considerati il miglior salvataggio di un predatore a livello euroeo.


Gruppo Lince

Le indicazioni raccolte per il Parco Nazionale d'Abruzzo e le zone limitrofe consentono di valutare la popolazione di Lince appenninica ad oltre 15 individui, con almeno 4 tane e vari casi di riproduzione accertati. Gli avvistamenti non sono del tutto infrequenti, soprattutto in alcune zone cruciali favorite da abbondanza di prede e da grande tranquillità.

Esistono anche altri nuclei vitali, sia nell'Appennino centro-meridionale (soprattutto in Basilicata e Calabria), che nell'Appennino settentrionale, dove però le linci presenti sarebbero diverse, con caratteri più affini alla Lince europea.


Conclusione

Va ricordato che, diversamente da altre metodologie di ricerca, tecnologica e dispendiosa, invasiva e prolungata, i cui risultati ben difficilmente vengono adeguatamente resi noti all'opinione pubblica e alla stessa comunità scientifica, le indagini dei Gruppi, frutto di un ampio lavoro collettivo con forti radici territoriali, e in parte già sperimentate in passato con successo in alcune zone dell'Unione Sovietica, sono caratterizzate soprattutto da:

  • carattere intersettoriale e costante verifica attraverso esperienze, informazioni e analisi parallele;
  • perseguimento non di censimenti individuali, ma di stime controllate, come è sempre preferibile per i grandi Carnivori vulnerabili e minacciati;
  • invasività minima, costi irrilevanti e notevole effetto di coinvolgimento degli ambienti potenzialmente custodi e difensori di tale fauna;
  • rapida disponibilità di risultati accettabili, essenziali a livello culturale, divulgativo e strategico.


Il Comitato Parchi ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alle indagini : oltre al Coordinatore Franco Tassi, vanno in particolare menzionati tra i molti ricercatori Francesco Mossolin, Luc Chazel, Muriel Da Ros, Marie Jeanne Koffmann, Marco Visci, Lorenzo Rossi, Silvia Cappiello, Luigi Ricci, Marco Spada, Claudio Bertarelli, Emanuele Pisarra, Giuseppe Cancelliere, Matilde Crocini, Gianni Berardi, Giovanni Roviello, Francesco Bevilacqua, Matteo Marchetti, Bruno Santori, Mario Pellegrini, Aurelio Manzi e Angela Natale.


(Fonte: Comitato Parchi)

COMITATO PARCHI - Comunicato stampa n. 46 / giugno 2008

 

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Angelo Ceres

L'orso in Campania


Gli uomini della speciale “Task force orso” organizzata per le attività di ricerca, tutela e conservazione del plantigrado nell’area dell’Appennino centrale, sono arrivati dall’Abruzzo nel Comune di Caggiano (Sa) per perlustrare le aree in cui è stata segnalata la presenza di un orso. Il personale, di stanza presso l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro, è arrivato in Campania per supportare gli uomini del Comando provinciale, che da alcuni giorni raccolgono segnalazioni da parte di cittadini ed abitanti dell’area settentrionale dei Monti Alburni, dove sembra essere presente un orso, con l’intento di verificare la notizia.
Gli uomini del Cfs procederanno perciò ad un’accurata perlustrazione delle diverse località in cui l’orso sarebbe stato segnalato, con l’intento di raccogliere indicazioni utili a confermare, o confutarne, la presenza. ...(leggi tutto)
Angelo Ceres

La 'Porta' del Parco dei Monti Picentini


Quando parliamo del flusso turistico che interessa il nostro Comune, lo stesso, pur nella sua dimensione religiosa, può e deve essere coniugato, attraverso idonee iniziative, con le altre non trascurabili potenzialità di crescita del nostro Paese, le quali spaziano dalla bellezza di un territorio, ricco tra l’altro di copiose sorgenti idriche, alle possibilità di sviluppo di un’agricoltura, che se opportunamente considerata e valorizzata potrà essere fonte non indifferente di reddito.

Prima di introdurre il concetto di “Porta del Parco”, ritengo opportuno che dilungarmi, sia pure brevemente, sul concetto di Parco naturale, vista la poca conoscenza che si ha di questa tematica, e, nello specifico, del Parco Regionale dei M. ...(leggi tutto)
Angelo Ceres

La via naturale delle acque del Sele


Da quasi 100 anni -da quando l’acqua del Sele ha perso il suo corso naturale, imbrigliata all’interno della galleria Pavoncelli, per dissetare non solo il popolo della Puglia- in maniera molto irregolare e, negli ultimi anni, in modo sempre meno frequente, questa ritrova il suo naturale scorrere, cioè lo scendere lungo il letto del fiume per poche ore fino a sfociare nel mar Tirreno una volta presidio dei greci: Paestum.


Anche il 21 gennaio 2008 alle ore 23,45 il prezioso liquido ha iniziato a defluire lasciando il suo percorso forzato per scendere, libero ed impetuoso, lungo il canale fino a raggiungere il letto del fiume. All’evento eravamo presenti noi ragazzi, i soliti che si trovano in giro per Caposele e Materdomini e qualche altra famiglia. Per contro il numero dei pugliesi tra tecnici, dirigenti, operai e qualche loro parente era pari o superiori ai caposelesi! ...(leggi tutto)
Angelo Ceres

Caposele 'Porta' di accesso del Parco Regionale dei Monti Picentini


Parco Regionale dei Monti Picentini: Caposele individuata come una delle quattro 'Porte' di accesso. Una Porta al momento virtuale, che rappresenta l'ingresso nord-est del Parco dei Picentini, il più grande dei Parchi della regione. Sono quattro i Comuni individuati come Porte d'ingresso al Parco Ragionale: Campagna e San Cipriano Picentino per la provincia di Salerno, Caposele e Serino per la provincia di Avellino. ...(leggi tutto)
Angelo Ceres

Il sistema carsico nei Monti Picentini


Premessa

mappa_monti_picentini “Una escursione nella giocaia del Terminio era, da qualche anno, il mio disegno favorito. Ma quasi affatto conosciuta agli studiosi di botanica e di geologia, mancava al mio intento ogni benché menoma notizia d’un possibile itinerario; e d’altra parte, la poca sicurezza de’ luoghi, sebbene oramai non si udisse più a parlare d’alcuna banda di briganti, rendeva quasi vana, fra gli amici della sezione alpina napoletana, ogni proposta di tentativo. Pure, mirando spesse volte dal Vesuvio quell’ammasso di monti e cime isolate, io non sapeva addirittura rassegnarmi ad abbandonare la impresa. Si trattava, in fin de’ conti, di una gita a poche miglia dal golfo di Napoli: una gita alla giocaia originaria del contrafforte campano”.

Con queste parole l’insigne uomo politico Giustino Fortunato descrisse nel 1878, ne “L’Appennino Meridionale”, il suo desiderio di esplorare questi monti che, nel secolo scorso, erano ancora pressoché sconosciuti ed isolati. ...(leggi tutto)

Angelo Ceres

L'Ambiente nella Costituzione


La nostra Costituzione non riconosce espressamente un “diritto all’ambiente” tra i PRINCIPI FONDAMENTALI dell’ordinamento limitandosi a sancire all’art. 9 la “Tutela del paesaggio e il patrimonio storico artistico della Nazione”.
Nella carta Costituzionale, quindi, è presente una grossa lacuna quella della tutela dell’ambiente e della biodiversità, come a dire che in Italia “è presente soltanto la specie umana e nessun altra”. ...(leggi tutto)
Angelo Ceres
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