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Brevi news:
- 24/09/2007: Il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise prova ad attivare il meccanismo virtuoso delle collaborazioni e dei progetti di autofinanziamento. Le prime risposte all’azione avviata dalla Presidenza sono giunte dall’incontro che si è svolto a Pescasseroli con i Parchi Campani nei giorni scorsi. Una piacevole giornata “tra parchi” in cui si è parlato di problematiche generali delle aree protette, di collaborazione tra enti di gestione per la costruzione dei sistemi e delle reti regionali e macroregionali d'area vasta attraverso collaborazioni nei progetti di conservazione, di ricerca e di sviluppo sostenibile, sia con risorse nazionali sia, soprattutto, con risorse comunitarie. A tal proposito Giuseppe Tarallo, Presidente del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano, ha illustrato il progetto di formazione, comunicazione e informazione finanziato sui fondi comunitari con 2,5 milioni di euro dalla Regione Campania al suo Parco. E’ stato anche commentato l’impegno della Regione Campania che ha destinato ai parchi e ai comuni interessati alcune centinaia di milioni di euro dei Programmi PIT. Gli ospiti hanno mostrato particolare interesse sulla pluriennale esperienza del Pnalm e sulle previsioni di rilancio della storica area protetta. L’argomento ha offerto alcuni spunti di collaborazione interessanti come l’ipotesi di reintroduzione del cervo nel Parco Regionale dei Monti Picentini. Questo progetto verrà definito nei prossimi incontri per attivare la procedura e partire nell'anno prossimo. La giornata si è conclusa con il tour nei Centri del Parco influenzato dalla proverbiale vivacità campana che non ha fatto mancare il giusto slancio all’incontro definito da Giuseppe Rossi “un primo contatto proiettato verso collaborazioni correnti e istituzionali suscettibili di offrire ottime opportunità future nel quadro di quel processo di cambiamento della stessa concezione di area protetta, quale parte di un sistema complesso di aree protette capace di interagire e operare secondo precisi percorsi definiti e condivisi”.
- 27/08/2007: Senerchia - L’uomo tra acqua e terra: al via il corso di formazione

Senerchia – Il Parco Regionale dei Monti Picentini, attraverso la misura 1.9 azione b) del P.O.R. Campania 2000-2006 ha ottenuto un finanziamento per il corso di formazione professionale relativo al “Centro di educazione ambientale: l’uomo tra acqua e terra”. L’ente attuatore del progetto formativo sarà il Comune di Senerchia. Questa sera alle ore 18, presso il Palazzetto dello Sport di Senerchia, si terrà un convegno da titolo “Il ruolo dell’educazione ambientale per la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali.” L’incontro rappresenta l’occasione per illustrare il progetto formativo e raccogliere le adesioni dei futuri operatori ed educatori ambientali che vorranno partecipare all’iniziativa. Lo scopo è quello di coinvolgere attivamente le comunità locali ricadenti nel Parco Regionale dei Monti Picentini per stimolare il dibattito sulle problematiche legate alla salvaguardia, tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, con particolare attenzione alla protezione dei cospicui e pregiati acquiferi presenti nell’esteso ed articolato sistema montuoso dei Monti Picentini. Il convegno prevede il saluto introduttivo di Adriano Mazzone, sindaco di Senerchia. A seguire una relazione tecnica dal titolo “Protezione delle risorse idriche del Parco Regionale dei Monti Picentini da rischi di inquinamento e sovrasfruittamento” che verrà svolta da Sabino Aquino, idrogeologo e presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini. La seconda relazione inerente “Il centro di educazione ambientale: L’uomo fra acqua e terra” – il progetto formativo, le attività, gli obiettivi” sarà tenuta da Ciro Pinelli, componente del Comitato Tecnico Scientifico di Formabiente. “Uno dei maggiori motivi di preoccupazione delle aree naturali protette – ha spiegato il presidente dei Monti Picentini Sabino Aquino - è il pericolo di depauperamento delle risorse idriche in esse presenti; depauperamento che può avvenire per cause naturali o per cause antropiche. Da ciò è derivata la necessità di predisporre piani di tutela quantitativa e qualitativa delle risorse idriche, il che ha comportato l'emanazione di una ampia ed efficace legislazione in materia. In questo quadro generale, il Parco Regionale dei Monti Picentini in cui sono presenti i più importanti serbatoi idrici naturali dell’intero Appennino Meridionale ha intrapreso una serie di studi di carattere idrogeologico per la salvaguardia della risorse idriche da rischi di inquinamento e sovrasfruttamento. Ciò soprattutto allo scopo sia di migliorare le conoscenze dei bilanci idrici degli acquiferi presenti nei più importanti massicci montuosi (M.te Terminio-Tuoro e M.te Cervialto), sia di studiare il deflusso minimo vitale da garantire ai corsi dei fiumi: Calore, Sele e Sabato che, sempre più nel tempo, presentano una particolare criticità sotto l’aspetto della vita degli ecosistemi in essi presenti per la mancanza di una sufficiente aliquota idrica in essi corrivante”. La valutazione della Vulnerabilità in senso stretto e, quindi, l’interazione tra fattori geoambientali predisponenti e fattori antropici scatenanti l’inquinamento, verrà realizzata sulla base delle seguenti conoscenze: assetto stratigrafico-strutturale del territorio; ricostruzione dello schema di circolazione idrica sotterranea; morfologia della superficie piezometrica; ubicazione dei principali punti di recapito preferenziale delle acque di falda; accurato censimento di tutti i possibili centri di inquinamento e loro ubicazione sul territorio; distribuzione areale delle caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee, in funzione del loro uso.(domenica 26 agosto 2007 alle 12.14)
- 21/07/2007: Il Tribunale delle Acque blocca la Pavoncelli bis. Il Tribunale delle Acque azzera le pratiche della Pvoncelli bis. Tutti gli atti sottoscritti dal Commissario Straordinario Roberto Sabatelli sono decaduti. Accolti in pieno i ricorsi presentati dall'Ente Parco dei Monti Picentini e dall'Ato Calore Irpino. A questo punto l'iter complessivo, dal progetto alla valutazione di impatto ambientale, dovrà ripartire da zero. L'unica chanche a disposizione di Sabatelli è il ricorso alla Corte di Cassazione. Ma la linea indicata dal Tribunale delle Acque dovrebbe essere confermata anche nell'ultimo grado di giudizio. Esulta l'Irpinia per aver frenato la mega-galleria capace di trasportare fino a 9 metri cubi di acqua al secondo. Un'opera da 140 milioni di euro finanziata dal Cipe e oggetto di uno scontro serrato tra le istituzioni irpine, la Regione Puglia e il Commissario Straordinario che ne ha seguito le pratiche.LA SENTENZA - Nel dettaglio il Tribunale ha riconosciuto «la violazione della delibera CIPE n. 3/05, con cui la Pavoncelli bis era stata inserita tra le opere strategiche, con riserva di approvazione del progetto ed ammissione al finanziamento dello stesso. L’indizione della gara è illegittima perché avvenuta, contrariamente a quanto stabilito nella delibera, in mancanza di tale approvazione ed ammissione al finanziamento». In pratica era stato dato il via libera per la gara d'appalto solo con una parziale copertura finanziaria, in quanto il Cipe non si era ancora pronunciato sull'importo complessivo da destinare alla galleria, stimato poi, in 140 milioni di euro. Il Tribunale ha poi riconosciuto «la violazione dell’obbligo di sottoporre a preventiva valutazione di impatto ambientale la realizzazione del progetto, in considerazione del fatto che il tracciato della galleria ricade – almeno parzialmente – all’interno dell’area naturale protetta del Parco “Monti Picentini”». Con questa osservazione del Tribunale si sancisce il mancato approfondimento sulle condizioni di compatibilità tra l'infrastruttura e l'ecosistema ambientale del Parco. E in tal senso che nei ricorsi di Parco e Ato è stato avanzato con decisione il timore di ulteriori eccessivi prelievi alle sorgenti dei fiumi: per gli impianti dell’Acquedotto Pugliese a Cassano la concessione stabilisce la captazione dell'intera portata delle sorgenti che è di 4000 litri al secondo; mentre a Caposele da concessione se ne potrebbero derivare solo 360 litri sui 4000 mila a disposizione, ma questo già oggi non avverrebbe. E con una galleria raddoppiata i rischi di inglobare tutti e 4000 litri diventerebbero ancora maggiori. I PROTAGONISTI - Entusiasta per la sentenza Pasquale Giuditta, deputato ed ex presidente dell’Ato: «Chiederò al Presidente del Consiglio dei Ministri in una interrogazione urgente al fine di accertare tutte le responsabilità del caso perchè già da ora ritengo indispensabile aprire una indagine per la revoca del commissario straordinario». Adesso, sostiene Giuditta, i compiti e le funzioni devono essere restituiti agli enti territoriali che con assunzione di responsabilità e con la preventiva definizione del il bilancio idrico che regolamenti le effettive portate da trasferire, la garanzia del minimo deflusso vitale dei corpi idrici interessati e la necessaria tutela del bacino idrografico. «Sono condizioni indispensabili - conclude - per un giusto ed equilibrato utilizzo delle risorse idriche nei territori della Campania e della Puglia».Concorda Sabino Aquino, presidente dell’Ente Parco dei Monti Picentini: «Non sono contrario al trasferimento delle acque in Puglia, ma finalmente è avvenuto il momento di definire nel dettaglio i termini di questo trasferimento e ciò si può stabilire solo stilando un bilanco idrico che tenga in considerazione di garantire che non vengano sovrasfruttati acquiferi e che al reticolo idrografico dei fiumi Sele, Sabato e Calore, il deflusso minimo vitale in modo che non si possa creare danno all'ecosistema di questi fiumi. Prima deve avvenire tutto questo e poi se ci sono le condizioni la galleria».
- 11/07/2007: Dal Nord al Sud dell'Italia rifiuti a peso d’oro anche per la Tarsu, la tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e per la Tia, la tariffa d’igiene ambientale destinata a sostituirla. E se l’ultimo rapporto Apat, Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici, rivela che dei 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2005, il 45 per cento proviene dalle regioni del Nord, il 32 dal Sud e il restante 22 dalle regioni centrali, per quanto riguarda il problema dello smaltimento i dati si ribaltano e a livello di costi il primato va al centro-sud. In Campania, infatti, si registra, secondo un dossier di “Cittadinanzattiva”, la spesa media annua più elevata d’Italia con 264 euro. Quasi 60 euro in più rispetto alla media nazionale. Va a Caserta la palma di città più costosa d’Italia, con una spesa annua che sfiora i 400 euro, (393 per la precisione), il quadruplo rispetto alla città meno cara d’Italia, Reggio Calabria, con 95 euro. Anche Napoli figura nella top ten delle città più costose: occupa l’ottavo posto in classifica con una spesa media di 283 euro per famiglia. La città più cara del Centro-Nord è invece Livorno con una spesa di 321 euro. A dimostrazione di una marcata differenza tra aree geografiche del Paese, al primato della Campania si contrappone la spesa più bassa d’Italia, quella del Molise con 118 euro. Dallo studio emerge, inoltre, che a dieci anni di distanza dal Decreto Ronchi del 1997, solo il 41 per cento dei comuni capoluogo di provincia ha adottato, a fine 2006, la Tariffa d’igiene ambientale (Tia), mentre il 59 per cento é rimasta ferma alla Tarsu (Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani). Quanto alle Regioni, la Campania rientra tra quelle che non hanno neanche un comune con la nuova Tia assieme con Basilicata, Calabria, Molise, Puglia e Valle d'Aosta. Quelle in cui tutti i comuni hanno invece applicato la nuova tariffa sono Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto.Imposte: Caserta guida la top ten Città Spesa annua: Caserta 393, Enna 348, Siracusa 323, Livorno 321, Asti 305, Ferrara 305, Latina 292,Nuoro 286, Napoli 283,Brindisi 279.
- 20/05/2007: OGGI GIORNATA DELLE OASI. LE PIU' VICINE SONO QUELLE DI CONZA DELLA CAMPANIA E PERSANO.
- 02/05/2007: Il 20 maggio si svolgerà la GIORNATA DELLE OASI WWF. Saranno accessibili gratuitamente, verranno effettuate visite guidate, giochi e spettacoli. Le oasi a noi più vicine sono quella di PERSANO e quella del LAGO DI CONZA.
- 20/04/2007: Prende corpo il progetto di un “distretto energetico” in Alta Irpinia, che prevede fra l’altro lo sfruttamento di sostanze naturali per la produzione di bio - carburanti. In particolare si punta sull’olio di colza, che risulterebbe anche adatto all’autotrazione. A Bisaccia la presentazione del progetto a cui hanno già aderito numerose aziende agricole e che porta la firma dell’Unicoop di Avellino. Il presidente provinciale Nando De Feo afferma: “Le prospettive sono notevoli. Le imprese agricole, puntando sulla colza, hanno dinanzi una rilevante opportunità di redditività aggiunta”. L’obiettivo è di realizzare una serie di cooperative agricole nei comuni interessati. “In seguito — aggiunge il presidente Unicoop Avellino — si costituirà un consorzio con il compito di fornire i semi, effettuare la raccolta e lo stoccaggio”. Successivamente potrà essere realizzato l’impianto per trasformare direttamente la materia prima in olio combustibile. Per ora sono stati seminati a colza oltre 100 ettari già acquistati dalla società Ital Green Oil. La prima raccolta avverrà a breve, nel mese di maggio. La colza, peraltro, come spiega Maurizio Grimaldi responsabile Unicoop dipartimento agricoltura Campania, “è un’eccellente coltura miglioratrice che consente di sfruttare al meglio la fertilità residua del terreno in autunno”. E’ stato effettuato anche un approfondito studio svolto sul territorio irpino da tecnici specializzati di settore. I professionisti, al termine delle valutazioni sui suoli, hanno individuato una vasta area nell’Alta Irpinia risultata particolarmente idonea a questa coltivazione, che non esclude le altre coltivazioni tipiche come i cereali. La zona è compresa nei territori dei comuni di Melito Irpino, Flumeri, Guardia dei Lombardi, Ariano, Montecalvo Irpino, Castelbaronia, Sturno e Bisaccia. Agli agricoltori sono state illustrate le possibilità legate alla semina di colza. Sono quattro i pilastri su cui costruire la redditività della coltura: un notevole aumento della resa; una nuova tipologia di pianta forte ed affidabile; una tecnica colturale semplice e una valida alternativa ai cereali nella rotazione agraria. Il consigliere regionale Francesco D’Ercole, che ha partecipato alla presentazione dell’iniziativa, sottolinea come le opportunità per coltivare colza “diventino oggi ancora più interessanti per la rinnovata attenzione dell’industria di trasformazione. Sono sempre più numerose, infatti, le richieste che stanno nascendo per alimentare nuovi sbocchi di mercato, primo fra tutti quello dell’olio per fini energetici da utilizzare nel biodiesel”. L’appello alle aziende agricole viene ribadito da De Feo, che è anche vice presidente nazionale del dipartimento per le Coop di Produzione e Lavoro e membro del direttivo Nazionale Unicoop: “Coltivare colza - afferma - vuol dire avere la certezza di collocare il prodotto in mercati molto qualificati e con prezzi di riferimenti ben identificati, le quotazioni ufficiali delle principali borse merci europee”. Notevoli le prospettive per i comuni, illustrate dall’assessore alle Attività produttive del comune di Guardia dei Lombardi, Giovanni De Biase. L’incremento occupazionale previsto è di oltre un centinaio di unità di personale. Al dibattito organizzato a Bisaccia - moderato dal giornalista Franco Genzale - ha partecipato anche il segretario dell’Ugl, Michele Cavaliere, che si sofferma sull’importanza sotto il profilo occupazionale di costituire un consorzio con il compito inizialmente di fornire i semi, effettuare la raccolta e lo stoccaggio, per poi individuare un percorso “di filiera” che porti alla realizzazione di un impianto che trasformi direttamente la materia prima in olio combustibile. L’Irpinia, dunque, si conferma una provincia pilota nello sfruttamento delle energie alternative.A Casalbore sono già in corso le indagini agronomiche per giungere alla stesura di un’intesa programmatica per la realizzazione un impianto per la produzione di bio massa agricola che dovrebbe essere costruito entro diciotto mesi, con ricadute anche di natura economica. Verranno erogati 12 megawatt di energia: cinque elettrica e sette termica. L’impianto consentirà di trasformare l’insieme di materiali d’origine vegetale, oltre che gli scarti delle attività agricole, direttamente in energia elettrica.
- 15/04/2007: A Laceno sono iniziati i lavori presso la grotte del Caliendo in località Ponte Scaffa, in questo punto è prevista la nuova apertura alle grotte che le renderà visitabili, successivamente, al pubblico.
- 13/04/2007: A Volturara Irpina, nella piana del dragone, un branco di lupi attacca un gregge; sono state uccise 6 pecore ed una è stata spolpata. Sulle carcasse degli animali uccisi è evidente l'addentatura tipica del morso del lupo azzannate nella zona della faringe, subito al di sotto del canale delle ganasce. Ad accertare il tutto è stato il dott. Ernesto Pompa, veterinario e dirigente del dipartimento Salute Pubblica dell'Asl Av2 dopo il sopralluogo effettuato sul posto dell'aggressione. Dalle impronte rilevate erano presenti al banchetto anche due o tre cuccioli. I pastori sicuramente non dovranno preoccuparsi dato che saranno risarciti del danno loro arrecato. Questo dimostra come i nostri monti possono ospitare un carnivoro così raro e prezioso e come questo vada tutelato. Speriamo che non vengano compiuti atti di avvelenamento o di caccia nei loro confronti. Una vera politica ambientale, oltre a tutelare i lupi, dovrà anche provvedere ad una rapida reintroduzione di prede come il cervo un tempo già presente sui monti Picentini.
- 12/04/2007: ECOCONSICLIO: vi sono locali in cui vi capita molto spesso di lasciare la lampadina accesa (es.garage o cantina)? Installa un interruttore a tempo che spenga la lampadina dopo qualche minuto.
- 01/04/2007: SITUAZIONE ALLARMANTE PER LE NOSTRE SORGENTI. L’analisi e la relativa elaborazione idrogeologiche effettuate da Sabino Aquino, presidente del Parco regionale monti Picentini, esperto del settore, evidenziano un notevole deficit idrico che comporterà gravi ripercussioni sull’apparato idrico profondo e superficiale. La soluzione per scongiurare l’emergenza è suggerita dallo stesso Aquino, che si sofferma sulla necessità di svolgere attività di previsione e monitoraggio, da affiancare ad efficaci azioni di prevenzione, contrasto e mitigazione nell’uso della risorsa idrica. “Mentre il decorso normale dei sistemi sorgentizi e delle falde in genere — spiega Aquino - dovrebbe registrare in questo momento già una consistente ricarica degli acquiferi di alimentazione delle sorgenti, fino a raggiungere il loro massimo picco nel mese di maggio, inopinatamente assistiamo a notevoli abbassamenti della falda idrica”. Questo porta a prevedere uno stato di incipiente emergenza con erogazione dell’acqua notevolmente ridotta alla popolazione e al sistema produttivo. L’unico rimedio che appare realistico, afferma il presidente del Parco, è quello di ridurre le attuali aliquote idriche notoriamente destinate alla Puglia” (Caposele e Cassano). Per Aquino bisogna evitare di aggravare ulteriormente la situazione con il ricorso al prelievo da pozzi profondi che incide ormai su quella che una volta era conosciuta come riserva geologica intaccabile. Infatti, allo stato, per il presidente Aquino è impossibile, in un così ristretto periodo, potere intervenire strutturalmente, con un massiccio risanamento delle reti di trasporto del prezioso liquido, notoriamente obsolete, con perdite che superano anche il 50 per cento dell’acqua trasportata, da reintegrare o in molti casi da sostituire completamente, vista la cronica assenza di adeguati finanziamenti ai comuni. Oltre al problema dell’approvvigionamento idropotabile della popolazione residente, c’è un ulteriore allarme connesso al deflusso idrico nel reticolo idrografico dell’intero comprensorio.
- 30/03/2007: Dopo il Parco Regionale dei Monti Picentini anche il Parco Regionale del Partenio ha visto nominato, da parte della Giunta regionale della Campania, il consiglio di amministrazione (consiglio direttivo) organo essenziale per la gestione dell'ente.
- 28/03/2007: Presso la Provincia di Avellino è stato siglato il Protocollo per lo sviluppo del turismo. Presenti i soggetti firmatari del nuovo strumento, sinergicamente impegnati nella messa a sistema tra istituzioni pubbliche e nel rafforzamento della strategia di sistema e dell'integrazione tra strutture, risorse e settori produttivi.
- 12/03/2007: Inaugurata la sezione "ambiente" sul sito ArsWeb
- 25/03/2007: L'Ente Parco Regionale dei Monti Picentini ha approvato all'unanimità lo Statuto. Il presidente Sabino Aquino ha dichiarato: "l'importante atto regolamentare è stato concepito considerando il ruolo soprattutto di difesa territoriale e di sviluppo socio-economico che l'ente è chiamato a svolgere..." Tra gli altri atti che l'Ente Parco dovrà approntare particolare importanza avrà la ridefinizione della perimetrazione e l'approvazione del piano del parco.
- 26/03/2007: Importanti investimenti del Parco Regionale dei Monti Picentini per la promozione e la conoscenza del territorio: la realizzazione della rete dei sentieri, aree faunistiche, recupero dei rifugi montani, centri di accoglienza e centri di educazione ambientale, sportelli info-Point, la riqualificazione e il recupero dei Centri storici dei comuni rientranti nel Parco. Una occasione importante per il rilancio del nostro Comune...

Ultimo aggiornamento effettuato il 15/03/2007

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